Ho galleggiato senza sforzo attraverso la cattedrale, ammirando il soffitto blu zaffiro e le decorazioni perlescenti delle pareti scoscese, è la giornalista Gabriella le Breton ha descritto la sua immersione, la sua esperienza di snorkelling in una cattedrale islandese…
Si tratta della cattedrale Silfra in Islanda. Ma è una cattedrale insolita, perchè il soffitto blu zaffiro di cui parla Gabriella non è altro che la superficie di una profonda gola piena di un misto di acqua di ghiacciaio, filtrata attraverso la porosa pietra lavica, pulita abbastanza da essere potabile e le pareti perlescenti sono in realtà le placche tettoniche Euroasiatica e Nordamericana. Il corridoio roccioso ricorda la navata di una chiesa, da cui il nome di “Silfra Cathedral”.
Gabriella ha fatto diving nella fessura tettonica formatasi in conseguenza dell’allontanamento delle due placche tettoniche, quella Euroasiatica a est e quella nord americana a ovest, così come ci hanno insegnato a scuola parlando di deriva dei continenti.
L’Islanda è nata proprio da questa frattura dove tuttora giace tranquillamente tra un terremoto ed un’eruzione, come quella recente dell’Eyjafjallajokull.
In quasi tutti i tour e i viaggi che hanno per destinazione l’Islanda, non manca mai l’escursione al Circolo d’Oro: un’escursione che si fa in giornata partendo dalla capitale Reykjavik e che in tutte le varie sfumature proposte non manca comunque mai di portare i turisti a Gullfoss, la cascata d’Oro, Geysir, per assistere all’eruzione dello Strokkur, e al Parco nazionale del Thingvellir. Ed è proprio qui che si trova la cattedrale di Silfra, la fessura tra le due placche.
Il sito non è molto profondo: appena venti metri. L’acqua proviene dai ghiacciai, dunque è fredda (tra i 2°C e i -4°C) e purissima, al punto da consentire ai sub una visibilità orizzontale di oltre 100 metri. Le rocce di origine vulcanica che formano la spaccatura di Silfra sono scavate da caverne di diverse dimensioni, al cui interno l’acqua può raggiungere una certa profondità, anche di 60 metri. Una sorta di labirinto di lava solidificata dovuto all’incessante attività geotermica accessibile non solo agli addetti ai lavori: chiunque abbia un po’ di esperienza di snorkelling può nuotare nella “spaccatura” e osservare da vicino il fenomeno della deriva dei continenti, che in questo punto si allontano l’uno dall’altro di circa 2cm all’anno.
La visita alla “cattedrale”, richiede un paio giorni al ritmo di un paio di immersioni al giorno. Anche perché a causa delle basse temperature non è consigliato rimanere in acqua più di mezz’ora. E inoltre è necessario abituarsi con un po’ di tempo, l’incredibile limpidezza delle acque potrebbe dare un senso di vertigine, tirando brutti scherzi anche ai sub più esperti. Si ci si può immergere anche nella Laguna di Silfra, larga 120 metri e profonda cinque.
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A Silfra ogni anno arrivano tra i duecento e i trecento sub, attirati dall’idea di nuotare tra due continenti. Le immersioni avvengono alla presenza di un istruttore (maggiori info in english su dive.is). Il sito è aperto tutto l’anno, ma il periodo migliore per visitarlo è tra maggio e settembre, durante l’estate islandese quando le giornate durano 24 ore e il sole è sempre sopra l’orizzonte.


